Molte attività digitali utilizzano diversi strumenti contemporaneamente: e-commerce, gestionale, database, servizi cloud, email, applicazioni interne e piattaforme esterne. Il problema non è avere più sistemi, ma dover trasferire manualmente le informazioni tra uno e l'altro.
Che cos'è un'API
Un'API permette a due applicazioni di scambiarsi dati secondo regole definite. Invece di copiare manualmente un ordine da una piattaforma a un'altra, un'integrazione può ricevere i dati, validarli e inviarli automaticamente al sistema corretto.
API e webhook non sono la stessa cosa
Un'API viene normalmente interrogata quando un sistema ha bisogno di informazioni. Un webhook permette invece a una piattaforma di comunicare che è appena accaduto un evento, per esempio la creazione di un ordine o la modifica di uno stato.
Esempi di automazione
- sincronizzazione di ordini e disponibilità;
- aggiornamento automatico di cataloghi;
- creazione di documenti o report;
- notifiche generate da eventi specifici;
- allineamento tra database e applicazioni;
- workflow automatici dopo la compilazione di un modulo.
Prima di automatizzare bisogna controllare il processo
Automatizzare un flusso sbagliato significa eseguire più velocemente un errore. Prima dello sviluppo è importante identificare dati di ingresso, validazioni, eccezioni e risultato atteso.
Affidabilità e controllo
Un'automazione professionale deve prevedere log, gestione degli errori, retry quando appropriato e possibilità di verificare ciò che è successo. Il sistema non deve soltanto funzionare quando tutto va bene.
Da dove partire
Il punto migliore è un'attività ripetitiva che utilizza dati già digitali. Se una persona copia ogni giorno le stesse informazioni tra due piattaforme, esiste spesso un'opportunità concreta di integrazione.
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